ORATORI_AE

Concept                                   Simona Bertozzi, Marcello Briguglio

Coreografia                             Simona Bertozzi

Danza                                      Lucia Guarino, Chiara Minoccheri, Manfredi Perego, Alice Ruggero, Andrea Sassoli, Simona Bertozzi

Musica&Live electronics     Francesco Giomi

Progetto luci e set                  Antonio Rinaldi

 

Produzione Nexus 2014

Con il sostegno di Regione Emilia Romana, Settore Promozione e Beni Culturali

Cura del progetto Associazione Nexus

Residenze presso Centro Mousikè Bologna, Era Acquario Parma, Dom La Cupola del Pilastro Bologna

 

“…per ogni luogo, vi sono tanti paesaggi quanti sono gli individui che lo interpretano…”

Gilles Clement

 

L’oratorio, il cortile, il giardino: luoghi dai confini delimitati, la cui geometria contiene e  alimenta  la relazione tra l’agire e la dimensione del sogno, dell’immaginazione.

Dentro il perimetro dei muretti o delle fronde, si gioca, si dettano nuove regole, si negozia la gestione degli spazi, si da corpo alle visioni, si informa il dialogo tra individuo  e comunita’, ricollocandolo dove la dimensione ludica si identifica come chiave del vivente: esercizio, ascolto, dedizione, timidezza, distanza, pratica ed esortazione all’incontro, tangenza, osservazione dell’altro…

 

Pensare questi elementi in forma di scrittura coreografica, per un  esordio nello spazio dell’Oratorio San filippo Neri, mi ha guidata nella creazione di una serie di quadri dedicati a forme di coralità tra i corpi, dei portraits di configurazioni relazionali dove,   attraverso un vocabolario di gesti e azioni condivise, i soggetti evidenziano la necessità di aderire ad un sentire comune, sia nella modulazione dinamica che nel suo mutarsi in immagine. E  di immagine in immagine. Il tutto senza un intento descrittivo ma depositando, a latere della narrazione, un territorio continuamente dissodato, ondulato e frastagliato dal mutare delle anatomie e delle architetture corporee.

Sulla scena un sestetto di danzatori con musicista, il coro e il corifeo, colti nell’atto di strutturare possibilità di raggruppamento e aggregazione: una squadra prima della disputa, una corsa, una battaglia o una recita nel boschetto…

Ogni brano coreografico si estende per regolamentazione interna dell’agire, ma è il riverbero spazio temporale delle singole presenze a far pulsare il coro, a dettare i timbri, a definire le screziature di colore, i distacchi e gli unisoni. Ad ogni partecipante il compito di rinnovare la percezione del paesaggio circostante, inclusi i corpi degli altri.

Complici il volume e la tattilità delle partiture sonore.