Upcoming Project: TRA LE LINEE

Tra le linee

Progetto in itinere, Tra le linee si articola nell’incontro tra il quartetto d’archi New Ensemble Xenia e la coreografia di Simona Bertozzi. Il programma musicale include: Die Grosse Fugue di L.v. Beethoven e Zwischen den Zeilen di Wolfgang Rihm, ricordando i 250 anni dalla nascita di Beethoven che si celebrano nel 2020.

La fuga come rotture delle linee, superamento del limite, come spazio per riprendere ossigeno e rinnovare possibilità di incontro, la fuga degli animali. Queste sono alcune delle immagini che appariranno come orizzonte di suggestione nel lavoro.

Il vocabolario della composizione coreografica e la grammatica delle partiture di Beethoven e Rihm si fondono in una sostanza complessa di scivolamenti e agglomerati passeggeri, di forze che svelano all’istante l’essenza del loro incontro, per poi evolvere verso altri equilibri e disgregazioni: nelle pieghe, nelle cavità, nei picchi di una rinnovata coesistenza, aderenza, emergenza…

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Progetto Simona Bertozzi, Claudio Pasceri
Ideazione e Coreografia Simona Bertozzi

Programma musicale L.v. Beethoven, die Grosse Fugue op 133 per quartetto d’archi
Wolfgang Rihm, Zwischen den Zeilen per quartetto d’archi*
*Prima esecuzione italiana

Danzatori Simona Bertozzi, Manolo Perazzi, Giulio Petrucci, Sara Sguotti,
Oihana Vesga

NEXT, New Ensemble Xenia Turin
Adrian Pinzaru, violino
Eilis Cranitch, violino
Mizuho Ueyama, viola
Claudio Pasceri, violoncello

Lucie e set spazio Giuseppe Filipponio
Organizzazione e promozione Irene Bertolina, Beatrice Capitani

Coproduzione Torinodanza Festival/Teatro Stabile di Torino Teatro Nazionale, EstOvest Festival, Nexus, Festival MilanOltre

Con il contributo di:

Mibact
Regione Emilia Romagna
Compagnia di San Paolo
Regione Piemonte
Piemonte dal Vivo

In collaborazione con Fondazione Nazionale della Danza Aterballetto
Ateliersì Bologna

 

DEBUTTO 03 04 OTTOBRE 2020 NELL’AMBITO DI TORINO DANZA FESTIVAL

 

Descrizione

Tra le linee intende affermare la potenza di un incontro che si compie sulla dimensione del limite, tra apparizioni e fughe, e che è agito da due fisicità, apparentemente distanti, ma accomunate nell’articolazione di una materia che sfugge la chiusura in un perimetro narrativo. Da un lato l’ossatura del tratto coreografico e l’inesausta articolazione del gesto, dall’altro la matematica intermittente di tensioni e collisioni o di trasparenze e interstizi delle partiture di Beethoven (Die Die Grosse Fugue ) e Wolgang Rihm (Zwischen den Zeilen).
In questo strettissimo dialogo tra corpo/coreografia e musica l’elemento centrale, che risulta costantemente destabilizzato, è proprio il confine delle singolarità, il grado di aderenza e di frizione che si genera nel rapporto con il limite, quando si offre come un’occasione di vicinanza e di contatto, ma anche di sottrazione, prevaricazione, mescolanza o dissoluzione.
L’idea di limite fa pensare a cosa si colloca dall’altra parte. Di fatto produce mistero ma anche pluralità di mondi.
Il vocabolario della composizione coreografica e la grammatica delle partiture di Beethoven e Rihm si fondono in una sostanza complessa di scivolamenti e agglomerati passeggeri, di forze che svelano all’istante l’essenza del loro incontro, per poi evolvere verso altri equilibri e disgregazioni: nelle pieghe, nelle cavità, nei picchi di una rinnovata coesistenza, aderenza, emergenza…
In questa tessitura, tra presenza, intermittenza e fuga si colloca il pensiero creativo del lavoro.
L’incontro chiede di essere esatti, di quella esattezza che sorprende un attimo prima di essere compresa. E sembra emergere dall’invisibile. Tra le linee, appunto.

Struttura musicale
Die Grosse Fugue op 133,
ovvero
Il Contrappunto del Silenzio
L v Beethoven Die Grosse Fugue op 133, per quartetto d’archi
Wolfgang Rihm , Zwischen den Zeilen per quartetto d’archi
Con l’avveniristica creazione beethoveniana dell’opera 133 il pensiero occidentale giunge ad uno dei propri vertici espressivi e formali.
La tensione , la “collisione” della materia sonora , lirismo e rigore a un tempo, non avevano mai conosciuto prima ,nella storia della musica, un momento tanto avanzato .
Una “fluttuazione di iceberg “ ,portatori della conoscenza musicale occidentale, si verifica in una pagina struggente, fitta di simboli ed imprevedibile nel percorso.
Si potrebbe definire una “navigazione musicale in mare aperto “, dove l’impeto idealistico beethoveniano ed il senso di contrapposizione tra male e bene, luce e tenebra, suono e silenzio, conoscono un’evoluzione enigmatica ma perentoria.
Il Silenzio non aveva mai avuto un senso drammatico ed una funzione così immanente.
Il breve e meraviglioso brano di Wolfgang Rihm Zwischen den Zeilen , letteralmente “tra le linee”, costituisce un elemento assai importante nella struttura del progetto artistico. Esso infatti avrà la funzione di congiunzione tra la calma ed il riposo che precedono e seguono l’opera di Beethoven ed il brano stesso del maestro di Bonn. Si tratta dunque di una sorta di “ intermittenza musicale” , di fasce di suono che vengono attraversate dalla tensione musicale, di anticamere tra momenti di forte pathos e momenti di assoluto abbandono verso il Silenzio.

 

Struttura coreografica (traccia)

Il lavoro sarà composto di tre sezioni coreografiche: assolo, duetto e quartetto, tutte create intorno alla riflessione sul limite e concepite secondo diverse prospettive energetiche, ritmiche e immaginifiche.

Prima sezione Apeiron, tracce

Assolo e violoncello

Seconda sezione Oasi, alfabeto e riposo

Duetto e Wolfgang Rihm Zwischen den Zeilen

Terza sezione La fuga degli animali. Esodo

Quartetto e L v Beethoven Die Grosse Fugue op 133

L’incontro tra la dimensione del movimento e quella musicale avverrà, inizialmente, per sottrazione, cercando un dialogo tra le singolarità che mostri una filigrana più rarefatta e destrutturata. Apparizioni in assolo e duetti agiranno sulle singole partiture dei quattro archi, generando, in questo modo, una modalità di scrittura coreografica e musicale più frammentata e non lineare, in cui, il silenzio, nella densità di sospensioni, brecce, rotture, sbilanciamenti, seduzioni, trovi spazio concreto quale terzo, sostanziale, elemento della “narrazione”.
Da questa condizione più sottratta si andrà poi a generare l’approdo a una dimensione corale, in cui le otto presenze costruiranno la struttura architettonica più complessa della loro interazione,
evocando molteplici possibilità di dispositivo e di montaggio. Un’architettura che, pur proponendo le partiture musicali nella loro totalità compositiva, si sosterrà per una grammatica di azioni volta a mantenere un sapore d’imprevedibilità e rivelazione.
La fuga, come lo stare tra le linee, si struttura qui con una particolare inclinazione e geometria dello spazio, con la prevalenza di zone più praticate e incise, di pieni e vuoti, di una soglia in bilico tra emissione e cattura. Una linea prospettica delle attrazioni tra i corpi, delle entrate e delle uscite, in cui sospendere e moltiplicare la proiezione dei vettori e delle visioni.

 

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NEXT – NEW ENSEMBLE XENIA TURIN
NEXT – New Ensemble Xenia Turin rappresenta l’approdo naturale del percorso più che ventennale di una tra le più prestigiose formazioni dedite al repertorio contemporaneo in Italia, lo Xenia Ensemble.
L’Ensemble ha collaborato con i più illustri compositori dei nostri giorni e con molti importanti esecutori, tra cui Arvo Pärt, Sofia Gubaidulina, Frangis Ali-Zadeh, Alexander Balanescu, Hilliard Ensemble, Rohan De Saram, Lorna Windsor, Giya Kancheli, James Macmillan, Gerald Barry, Alexander Raskatov.
Il quartetto ha partecipato ad alcuni dei festival più prestigiosi a livello internazionale e presso importanti istituzioni, tra questi vi sono Ravenna Festival, Cité de la Musique di Parigi, Holland Festival di Amsterdam, Art Square Festival di San Pietroburgo, Asiagofestival, Icebreaker Festival di Seattle, Festival Mito Settembre Musica, Fondazione Gulbenkian di Lisbona.

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